La centralità del paziente

Il progetto CUORE E PSICHE è stato avviato presso il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico A.Gemelli con il fine di prendere in carico la persona nella sua totalità, anche dal punto di vista psicologico.

La psicologa lavora nell’équipe per trattare le problematiche inerenti gli aspetti psicologici, emotivi e sociali che appaiono essere strettamente correlate a quelle riguardanti la patologia cardiovascolare. In particolare, depressione, ansia, tratti di personalità, isolamento sociale, stress cronico sono tra i fattori psicosociali più frequentemente presi in considerazione dalla letteratura scientifica. Tali fattori devono essere valutati e trattati per ogni paziente che accede al Servizio Psicologico.

 

A chi è rivolto l’intervento psicologico

I pazienti presi in carico sono i pazienti cardiovascolari che richiedono un intervento psicologico e/o che vengono segnalati dal personale medico-infermieristico, con particolare attenzione a quelli più “critici” in termini di quadro clinico e di rilevanza psicologica.

Nello specifico:

  • pazienti affetti da grave insufficienza cardiaca che necessitano dell’impianto di un defibrillatore;
  • pazienti che necessitano dell’inserimento di un dispositivo di assistenza ventricolare (VAD o comunemente detto “cuore artificiale”);
  • pazienti in attesa di un trapianto d’organo;
  • pazienti che si sottopongono ad un intervento chirurgico per l’amputazione di un arto.

L’intervento psicologico di sostegno è rivolto anche ai familiari dei pazienti.

 

Come intervenire sui fattori psicologici

 La psicologa può aiutare il paziente a:

  • Esplorare i propri problemi e far emergere le aree di maggiore criticità relative al disagio psicologico, nonché i significati connessi alla sua esperienza, al fine di accoglierli e contenerli all’interno del colloquio.
  • Migliorare la gestione emotiva e comportamentale del disagio psicologico, tenendo conto della sua correlazione con la patologia cardiovascolare e l’ospedalizzazione. Infatti l’esperienza di malattia associata al ricovero rappresenta una circostanza considerata ad alto impatto stressogeno e può essere accompagnata da stati di turbamento emotivo dovuti anche all’allontanamento dall’ambiente familiare ed alla situazione sanitaria di per sé.

La psicologa può aiutare i familiari a:

  • Sentirsi considerati come parte attiva nell’iter di cura e di sofferenza del proprio familiare, soprattutto in riferimento al profondo coinvolgimento in un’esperienza significativa e spesso difficile da affrontare;
  • Esprimere e condividere il significato dell’esperienza soggettiva di sofferenza e di “sospensione” dal normale fluire della loro quotidianità.

 

Intervento psicologico nell’ambito dell’iniziativa “ Le Domeniche del Cuore”

L’intervento psicologico viene attuato nell’ambito della visita specialistica cardiologica e focalizza l’attenzione soprattutto sui pazienti ai quali viene diagnosticata una patologia cardiaca e che vengono indirizzati al ricovero ospedaliero. Lo scopo della valutazione consiste nel fornire elementi utili per attuare un intervento di sostegno psicologico sia nell’immediatezza della visita che durante il ricovero presso il Policlinico Gemelli. Per i pazienti destinati al ricovero, la valutazione dello stato emotivo e la rilevazione degli aspetti psicologici disfunzionali è utile nella scelta dell’intervento psicologico/psicodiagnostico piu’ adeguato da impiegare in fase di degenza. Sin dal momento dell’accesso in ospedale al paziente viene offerta l’opportunità di essere seguito dalla psicologa in modo continuativo e possono essere inclusi dei colloqui con i familiari.

 

Intervento psicologico indirizzato ai pazienti che si sottopongono all’impianto di un VAD (Cuore Artificiale)

Il VAD è un complesso dispositivo che aiuta il cuore a pompare il sangue e che viene applicato tramite un intervento chirurgico a cuore aperto. Il dispositivo di assistenza ventricolare (VAD) viene comunemente definito Cuore Artificiale e sostituisce alcune o tutte le funzioni di pompa del cuore. E’ una terapia chirurgica che viene impiegata per i pazienti affetti da una grave insufficienza cardiaca e per i quali non esistono altre opzioni di intervento che possano consentirgli la sopravvivenza. In tal senso, l’impianto di un Cuore Artificiale si configura come una terapia “salva vita”.

Tuttavia, è fondamentale sottolineare che dal punto di vista psicologico, la depressione e l’ansia sono state documentate in pazienti con insufficienza cardiaca in fase terminale ed il riscontro di una sintomatologia ansioso-depressiva è frequente in pazienti che usufruiscono del supporto di un device di assistenza ventricolare nell’attesa del trapianto. Inoltre, nostante la significativa prevalenza di depressione in questa popolazione, essa rimane poco diagnosticata e poco trattata.

Per cio’ che attiene alla dimensione sociale, secondo alcune ricerche i pazienti che hanno un dispositivo VAD presentano un alto livello di stress psicosociale ed emotivo ed anche i familiari possono sviluppare depressione o disturbi connessi allo stress.

Tutto ciò implica la necessità di considerare i fattori psicologici nel percorso di cura del paziente. 

La psicologa programma un percorso psicologico che comprende colloqui di sostegno e/o psicoterapeutici al fine di aiutare il paziente ad affrontare le eventuali difficoltà connesse alla gestione degli stati emotivi e di monitorare la situazione psicologica e i livelli di aderenza alle prescrizioni mediche nel breve e lungo termine. Inoltre vengono effettuati dei colloqui per valutare l’area socio-familiare (con la partecipazione dei familiari).

L’attività di counselling è finalizzata a sostenere psicologicamente ed emotivamente il paziente nel lungo e complesso percorso clinico-assistenziale.

Il paziente viene assistito dalla psicologa nel corso di tutte le fasi del processo di cura, fino al periodo immediatamente successivo alle dimissioni. Ciò consente di garantire la continuità nell’attività di sostegno psicologico e di monitorare lo stato psico-emotivo, il supporto socio-familiare, la compliance terapeutica, la qualità di vita e tutti quegli aspetti psicologici relativi all’impatto che l’inserimento del VAD procura sul singolo paziente.

 

Vivere con un “Cuore Artificiale”
Aldo Cassone e la sua “odissea” a lieto fine
Il racconto del fasanese a cui è stato impiantato un cuore artificiale, dalla disperazione per le poche aspettative di vita alla rinascita

Poco tempo ancora di vita. L’unica alternativa per cercare di risolvere il problema era l’estremo intervento, incrociando le dita. Era quanto Massimo Massetti (scoperto per caso su internet da sua moglie Katia, ispirata dal suo impressionante curriculum), direttore dell’Uoc di Cardiochirurgia del Policlinico “A.Gemelli” di Roma, aveva pronosticato ad Aldo Cassone, seduto nel suo studio quel giorno dello scorso giugno.

Dopo anni di vita non vita (seria difficoltà respiratoria, di deambulazione e sofferenze legate alla patologia), era già stato sottoposto prima all’ablazione cardiaca, poi all’impianto del pace-maker bi ventricolare, ma non era stato sufficiente a risolvere il suo problema  in quanto lo stadio della malattia (Cardiomiopatia dilatativa idiopatica grave) aveva raggiunto ormai uno stato di gravità tale da ritenere inutile ogni tentativo comune. Tutto questo dovuto, probabilmente anche alla leggerezza di chi lo ha seguito all’inizio della malattia, non comprendendo la gravità della patologia.

Rientrati a casa, da lì a pochi giorni, il fasanese e sua moglie ritornano a Roma per il ricovero. Qui, durante gli accertamenti preparatori all’intervento Aldo viene colpito da un’infezione causato dalle basse difese immunitarie che si erano create. Bisognava rinviare l’intervento ad altra data. Trasferito in terapia intensiva per oltre 15 giorni, monitorato a vista ma isolato dagli altri ricoverati a combattere questo imprevisto e a lottare contro il preziosissimo tempo in attesa del sospirato e urgente intervento.

Trascorso il periodo necessario alle cure (15 giorni), finalmente viene operato. L’intervento viene eseguito il 16 luglio scorso da Massetti e la sua equipe: “Impianto di Vad (dispositivo di assistenza ventricolare) monoventricolare”, al ventricolo sinistro. Si tratta di collocare un cavo d’azione  all’interno del torace direttamente collegato al cuore, con la funzione di pompare il sangue all’ aorta. La pompa è azionata da un piccolo computer, chiamato controller, alimentato da batterie e/o a corrente fissa situato all’esterno.

Dopo l’intervento Aldo viene trasferito per circa 2 settimane nel reparto TIC (terapia intensiva cardiochirurgica) per le cure post operatorie, «dove ho trovato personale e dottori squisiti, di un’umanità e di una bontà inusuale, mai riscontrata altrove, dei veri angeli custodi» ci racconta commosso Aldo, «inoltre dello staff faceva anche parte una psicologa, Alessandra Piarulli, che mi ha supportato per tutto il percorso ospedaliero amorevolmente, non mi ha mai abbandonato un’istante, mi ha seguito perfino in sala operatoria». Era importante tenere alto lo stato psicologico del paziente.

Dal Tic al reparto di cardiologia per la ripresa a nuova vita. Il Fasanese qui ha cominciato a mettere i primi passi e a nutrirsi autonomamente, «ci siamo sentiti a casa, avvolti da rispetto e ospitalità», afferma la moglie Katia, «successivamente Aldo è stato trasferito, per la riabilitazione, in un centro altamente specializzato annesso al “Gemelli”, il  “Complesso Integrato Columbus».

Aldo Cassone è stato il secondo paziente del “Gemelli” a cui è stato impiantato un cuore artificiale fino a luglio di quest’anno. Il primo è avvenuto nel 2012, sempre ad opera di Massetti e del suo staff su un uomo di 64 anni. In Europa ogni anno si fanno circa 600 impianti di questo genere. In Italia mediamente vengono impiantati tra 60 e 80 dispositivi l’anno nei centri specializzati autorizzati. Insomma una nuova frontiera tecnologica per la medicina.

«Non mi sembra vero – sospira Aldo -, adesso finalmente mi sento in vita. Posso fare tranquillamente delle passeggiate all’aria aperta con mia moglie, vivermi la famiglia, vedere crescere i nipoti, trascorrere il Santo Natale con la gioia nel cuore! Certo è sempre un corpo estraneo con cui convivo che necessita di alcuni accorgimenti continui (fisioterapia respiratoria, rinforzo muscolare, posturale ecc..), ma mi permette di vivere una vita quasi normale facendo alcune rinunce e con  il disagio della valigetta che ha il suo peso, circa un chilo e mezzo, ma che è diventata parte di me».

Quando gli chiediamo se tornerà a Roma ci risponde: «Certamente. Non vedo l’ora. Appena la situazione climatica sarà più favorevole. Sia io che mia moglie siamo desiderosi di stringere la mano, con uno spirito sereno, a colui che mi ha ridato la vita, il grande luminare Massimo Massetti, e tutti coloro che hanno collaborato con lui, perchè oltre alla gratitudine eterna, è rimasto un affetto che va oltre il rapporto paziente-professionista. Per noi il Policlinico “Gemelli” rappresenta un angolo di paradiso dove, con l’aiuto del buon Dio, si fanno ancora i miracoli».

 

In conclusione, Il paziente spesso vive le problematiche fisiche e gli sconvolgimenti psicologici che la malattia cardiovascolare gli pone davanti e a ciò possono aggiungersi problematiche psicologiche ed emotive pre-esistenti.  Il disagio psicologico e sociale deve essere affrontato e trattato  per migliorare la gestione della malattia e favorire il benessere del Cuore e della Psiche del paziente.