Angina/Angor

Dolore toracico. Può essere scatenabile da fattori precipitanti (un sforzo, il freddo, un pasto abbondante) o insorgere spontaneamente. La durata è generalmente limitata (5-15minuti) e tende a regredire con la rimozione dell’eventuale fattore precipitante. Può essere la spia di una cardiopatia ischemica o di una valvulopatia.

Angioplastica coronarica

Disostruzione di una coronaria dal suo interno, mediante l’azione meccanica di un catetere inserito in un’arteria periferica e fatto avanzare in direzione retrograda fino al cuore. Procedura generalmente effettuata a paziente sveglio, gold standard della terapia dell’infarto miocardico acuto.

Aorta

Arteria principale dell’organismo, “tronco” dell’albero circolatorio che costituisce il nostro organismo. Emerge dal ventricolo sinistro del cuore per formare un arco da cui partono i vasi che portano l’ossigeno al cervello e per poi dirigersi in basso, verso l’addome.

Arteria

Vaso sanguigno entro cui il sangue fluisce in direzione centrifuga rispetto al cuore.

Assistenza ventricolare

Pompa in grado di sostenere o rimpiazzare la funzione di un ventricolo cardiaco o di entrambi. Ne esistono di modelli per uso a breve o lungo termine, impiantabili per via percutanea o chirurgica. Le ultime sono alimentate da batterie che permettono la deambulazione del paziente e lo svolgimento delle comuni attività quotidiane

Bypass aortocoronarico

Intervento chirurgico che ripristina il flusso a valle di una o più ostruzioni coronariche mediante l’innesto di condotti (vasi sanguigni) autologhi (cioè prelevati dal medesimo paziente) che fungono da “strade alternative” per il sangue ossigenato.

Cardiopatia ischemica

Insieme delle diverse possibili manifestazioni cliniche e degli svariati quadri patologici derivanti dalla presenza di ostruzioni a carico delle arterie coronariche, con conseguente squilibrio tra la richiesta e l’apporto di ossigeno alle cellule muscolari cardiache.

Coronarie

Arterie che riforniscono di ossigeno il muscolo cardiaco. In numero di due, partono dalla base dell’aorta per diramarsi sulla superficie del cuore, in vasi sempre più piccoli che penetrano il muscolo.

Coronarografia

Esame diagnostico che consente la visualizzazione accurata e dettagliata delle coronarie alla ricerca di possibili ostruzioni. Consiste nella puntura di un’arteria periferica al fine di inserirvi un piccolo catetere che viene fatto avanzare per via retrograda fino alle arterie coronarie. La visualizzazione è possibile grazie all’iniezione di un mezzo di contrasto radiopaco, cioè visualizzabile in corso di osservazione ai raggi X.

Dispnea

Affanno, sensazione di “fame d’aria”, percezione fastidiosa di respiro difficoltoso. E’ il sintomo più comune delle valvulopatie ed insorge generalmente in relazione all’attività fisica. Tanto più sarà grave la valvulopatia, tanto minore sarà lo sforzo necessario a scatenare la dispnea.

Ecocardiogramma

Ecografia del cuore, consente di studiare il movimento del muscolo cardiaco (funzione globale della pompa cardiaca o presenza di alterazioni locali del movimento) e di valutare la presenza (e il grado di severità) delle valvulopatie. Richiede l’utilizzo di sonde ecografiche che vengono poggiate all’esterno del torace (ecocardiogramma transtoratico) o che vengono inserite nell’esofago similmente a quanto avviene in una gastroscopia (ecocardiogramma transesofageo, in caso di necessità di valutazioni estremamente accurate).

Infarto miocardico acuto

Quadro derivante dall’occlusione acuta ed improvvisa di una coronaria, con conseguente morte cellulare della porzione  di muscolo cardiaco privata dell’apporto di ossigeno. Può estrinsecarsi in quadri clinici estremamente variabili: può essere asintomatico, dare luogo ad intenso dolore al petto (talvolta con irradiazione al braccio sinistro) o a collasso cardiocircolatorio.

Insufficienza

Incapacità, di una valvola, di chiudersi in modo efficace. Pertanto, incapacità di impedire il flusso retrogrado del sangue attraverso la valvola.

Plastica valvolare

Trattamento di una valvulopatia che consiste nella riparazione della valvola malata, senza necessità di impianto di protesi e di conseguente terapia anticoagulante orale.

Protesi valvolari

Dispositivi medicali impiantabili in sostituzione delle valvole cardiache native, in grado di mimarne il funzionamento. Possono essere meccaniche o biologiche (di origine bovina, porcina, equina o prelevate da cadavere).  Le protesi meccaniche richiedono l’assunzione di terapia anticoagulante a vita ed hanno una durata teoricamente illimitata. Le protesi biologiche non richiedono terapia anticoagulante (se non per pochi mesi dopo l’intervento) ma hanno una durata in genere non superiore ai 15-20 anni.

Sincope

Svenimento con perdita di coscienza e, talvolta, caduta a terra. Può essere il sintomo di alcune valvulopatie o di aritmie cardiache.

Scompenso cardiaco

Condizione nella quale il cuore non è in grado di pompare una quantità di sangue sufficiente alle richieste metaboliche dell’organismo.

Sostituzione valvolare

Trattamento di una valvulopatia che consiste nell’asportazione della valvola malata e nella sua sostituzione con una protesi valvolare di origine meccanica o biologica.

Stenosi

Restringimento di una valvola (con ridotta capacità di aprirsi e lasciar fluire il sangue attraverso) o di un vaso sanguigno (con analogo effetto).

Terapia anticoagulante orale

Terapia cronica che ha lo scopo di prevenire la formazione di coaguli nel torrente circolatorio. E’ indispensabile assumerla a vita in caso di impianto di protesi valvolari meccaniche.

Valvola aortica

Valvola posta alla base dell’aorta, marca il confine tra il ventricolo sinistro e l’aorta ed impedisce che -durante la diastole ventricolare- il sangue possa refluire verso il ventricolo.

Valvola mitralica

Valvola posta al confine tra l’atrio ed il ventricolo di sinistra. In condizioni di normale funzionamento, impedisce che durante la sistole ventricolare il sangue refluisca dal ventricolo all’atrio.

Vena

Vaso sanguigno entro cui il sangue fluisce in direzione centripeta, ossia verso il cuore.