Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Il loro trattamento è in continua evoluzione e ha raggiunto standard elevatissimi in termini di risultati ed efficacia. La partita per il cuore, tuttavia, va giocata in anticipo: la prevenzione consiste nella messa in atto di misure dietetiche e comportamentaliche possono,  evitare che le patologie cardiovascolari si manifestino, o rallentarne l’evoluzione. D’altra parte, i programmi di screening permettono la diagnosi delle patologie cardiovascolari in fase precoce, spesso prima ancora che insorgano i sintomi. Questo consente un trattamento più efficace e, talvolta, risolutivo.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la sezione dedicata del sito: Il progetto cuore.

Una serie di “fattori di rischio” (età, sesso, pressione arteriosa, fumo di sigaretta, diabete, colesterolemia) aumentano la probabilità di sviluppo delle malattie cardiovascolari. Tali fattori di rischio si dividono in modificabili (attraverso cambiamenti dello stile di vita o mediante assunzione di farmaci) e non.

Sono fattori di rischio non modificabili: l’età, il sesso maschile (le donne sono meno a rischio degli uomini, ma questo “vantaggio” si riduce con la menopausa), l’avere parenti con storia di eventi cardiovascolari in età giovanile.

Fattori di rischio modificabili sono: il fumo, elevati livelli di colesterolo nel sangue, uno scarso controllo dei valori glicemici nei pazienti affetti da diabete.

Le misure comportamentali da effettuare allo scopo di ridurre il rischio cardiovascolare sono pertanto l’assoluta astensione dal fumo, un’alimentazione sana e controllata ed una regolare attività fisica (non è necessario svolgere sport o attività particolarmente faticose), controllando il peso corporeo.